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Una mosca nelle acque ferme

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UNA MOSCA NELLE ACQUE FERME

 

 

La pesca con la mosca nei laghi, nei bacini e nelle acque ferme in genere è poco praticata. Peccato, perché Sono luoghi ove mediamente le prede sono di taglia maggiore.

 Le attrezzature e le tecniche per affrontarle sia sotto che a galla. 

Se pescate da molto tempo nei fiumi, passare alle acque ferme di un lago o di uno stagno vi sembrerà una cosa un po’ strana. È ormai un luogo comune che nelle acque ferme è il pesce a muoversi per andare a cercare il cibo, mentre in acqua corrente rimane fermo in attesa che gli arrivi praticamente in bocca.

Non è proprio tutto così semplice come sembra, ma non spaventatevi perché non è neppure così complicato. Gli specchi d’acqua ferma, laghi e stagni tanto per generalizzare, sono solitamente molto ricchi di cibo, ma attenzione: se volete ottenere risultati positivi e costanti pescando con la mosca è indispensabile sapere che tipo di cibo è presente, quando si verificano le schiuse e come fare per imitare al meglio questi insetti. Quanto segue vi aiuterà sicuramente ad avvicinarvi al modo giusto alla pesca in questi ambienti per voi non ancora molto familiari.

Ricordatevi soprattutto che vi troverete di fronte a pesci generalmente di maggiori dimensioni rispetto a quelli che avete avuto modo di catturare in acqua corrente.

 Tantissimi midge 

I primi insetti che entrano in attività sui laghi e stagni sono i midge. I Chironomidi sono gli insetti più abbondanti in questi specchi d’acqua e, proprio per questo motivo, rappresentano una fonte primaria di cibo per le trote. La parola “midge” si riferisce a un incredibile numero di specie differenti.

Per evitare confusioni e rendere tutto più semplice ci occuperemo dei Chironomidi.

Allo stadio larvale, i “midge” sono creature vermiformi che vivono nel fango e tra le erbe e le trote, soprattutto in inizio di stagione, le preferiscono agli insetti adulti.

Appena terminato il periodo freddo, il calore del sole stimola la schiusa dei midge, attività che dura per tutto l’arco della stagione. Le schiuse si verificano sporadicamente dalle prime ore del mattino fino alla sera. Le pupe salgono lentamente verso la superficie e qui si dibattono per liberarsi dell’involucro larvale e rompere la pellicola superficiale. La superficie dell’acqua viene allora rotta qua e là da mulinelli e “gobbate”, segnali inequivocabili che le trote si stanno interessando alle pupe.

Ovviamente per il pescatore questo significa che è giunto il momento di applicare al finale l’artificiale che più si avvicini a questo specifico stadio vitale degli insetti. Curate l’attività dei midge soprattutto nelle giornate calme e senza vento, condizioni preferite dai Chironomidi. Terminata la schiusa, comunque, la trota sembra non interessarsi minimamente agli insetti alati, anche se molto spesso restano sull’acqua per non poco tempo prima di involarsi.

I midge possono essere di un’infinità di colori:da oliva smorto al grigio o al nero fino al verde, al rosso e all’arancione brillante. Le dimensioni vanno da un amo del 24 fino a uno del 12.

Se decidono di dedicarsi ai midge, le trote sono spesso estremamente selettive. Fate dunque in modo di avere sempre nella vostra scatola alcune imitazioni di larve e di pupe su ami del 14, del 16 e del 18 di colore nero, oliva, grigio, rosso e verde.

All’inizio di stagione, periodo nel quale le trote si cibano soprattutto di larve, gli artificiali devono lavorare molto lentamente lungo il fondo. Personalmente preferisco usare una coda completamente affondante e un finale da 120-180 cm. Se l’acqua è profonda meno di 180cm preferisco invece usare una coda galleggiante e un finale da 4 metri e mezzo. La coda galleggiante permette di avere un controllo migliore sulla ferrata, ma in caso di vento è molto meglio usare una coda affondante.

Per fare lavorare la ninfa vicino al fondo personalmente utilizzo la tecnica detta “del conto alla rovescia” e la recupero con estrema lentezza. La tecnica del conto alla rovescia è molto semplice: basta contare il numero dei secondi che trascorrono dal momento in cui la coda inizia ad affondare per sapere, almeno approssimativamente, a che profondità si trova la coda prima di iniziare a recuperarla con la mano sinistra.

Se l’attività del pesce è concentrata sulle pupe emergenti, preferisco usare una coda galleggiante con un finale molto lungo (non meno di 450 cm) e ingrassato per tenere l’imitazione il più possibile vicino alla superficie. Quando il pesce si interessa alle pupe si muove infatti vicino alla superficie dell’acqua, facendo man bassa degli insetti che si divincolano.

L’artificiale va presentato davanti al muso del pesce in attività, impartendo leggeri movimenti in modo da simulare quelli degli insetti e quindi attirare l’attenzione del pesce.

 Damselfly 

Le trote si cibano di ninfe di libellule durante tutto l’arco dell’anno, ma sono le schiuse più importanti, in giugno e in luglio, quelle che offrono al pescatore di lago ottime possibilità di fare catture abbondanti e di grosse dimensioni. Queste ninfe sono predatori molto attivi che si appostano al riparo  della vegetazione sommersa e dei detriti del fondo in attesa della preda. Ciò le rende estremamente vulnerabili agli attacchi delle trote. Secondo molti pescatori il periodo migliore per usare un’imitazione di libellula è quello della schiusa, ma personalmente devo ammettere di aver ottenuto risultati ottimi con un’imitazione di ninfa fatta passare lungo le erbe del fondo nelle 4-5 settimane precedenti la schiusa.

Anche le libellule, infatti, come gli altri insetti acquatici, sono estremamente attive prima della schiusa e in tal modo si espongono ancora di più alla voracità della trota.

La schiusa però non avviene in superficie: le ninfe di damselfly, infatti, abbandonano le erbe nuotando verso la superficie e poi, sempre nuotando, raggiungono la riva. Durante queste migrazioni verso la terra si spostano compiendo movimento ondulatori, alla ricerca di sostegni o materiale semisommerso che permetta loro di uscire dall’acqua. Le loro notevoli dimensioni, la vulnerabilità e il seducente moto natatorio le rendono irresistibili alle trote, tanto che durante il periodo del schiusa non è raro vedere enormi mulinelli e risucchi provocati dai pesci che si avventano voracemente sulle facili prede.

Sulla superficie calma di un lago è una visione da far trattenere il respiro. Le schiuse durano in genere dalle 2 alle 3 settimane e in questo periodo le migrazioni verso terra si protraggono per 4/5 ore nel momento più caldo della giornata. Una volta raggiunta la terraferma, gli adulti escono rapidamente dall’involucro ninfale.

Verso la fine della schiusa la trota si dedica alle femmine adulte che si raccolgono vicino alla superficie dell’acqua per la deposizione delle uova, offrendo ottime possibilità agli amanti della pesca a mosca secca.

Io utilizzo due modelli per imitare le nife di libellula. Quando pesco in profondità e vicino agli erbai prima del periodo di schiusa scelgo un modello su un amo pesante che permette di far scendere l’artificiale verso il fondo. Durante il periodo di migrazione invece quando uso una coda galleggiante e imitazioni di ninfe che nuotano, preferisco un modello su un amo a filo leggero, dotato di una lunga coda di marabù per meglio imitare l’azione ondulante della ninfa.

Entrambi i modelli sono costruiti in modo da sembrare fragili e delicati, senza quindi un eccesso di materiale proprio per imitare il più possibile l’aspetto delle ninfe. Non ritengo indispensabile imitare le zampette degli animaletti limitandomi in questo caso a estrarre un po’ di pelo dal torace – perché quando nuotano tendono a tenerle raccolte contro il corpo. I colori delle mie imitazione sono il verde brillante, il tan e l’oliva-grigio pallido.

Recupero quasi sempre le mie esche con un movimento a scatti brevi e irregolari, sia quando le faccio lavorare sul fondo, sia quando voglio imitare ninfe che stanno migrando in superficie.

A volte uso due artificiali, uno di punta e un secondo a non meno 50/60 cm dal primo.

In certi casi, quando la schiusa raggiunge il culmine, è possibile che ci siano specie diverse presenti sull’acqua e allora la trota può essere estremamente selettiva. In questo caso scelgo due artificiali diversi fino a quando non ho trovato quello che da maggiori risultati e a questo punto applico sul finale due artificiali simili: quello di punta per pescare in profondità e l’altro, più in alto, più leggero in marabù.

Quando le libellule si accoppiano, le trote possono anche saltare fuori dall’acqua per cercare di catturarle al volo. È il momento di un semplice modello con il corpo detached, ossia separato dall’amo, realizzato in poli (arancio, blu scuro, azzurro e tan) e due piume fissate tipo “spent” così da imitare le ali.

Lancio sulla bollata e di tanto in tanto imprimo piccoli movimenti all’artificiale per imitare un adulto che, caduto in acqua, cerca di riprendere il volo.

 Dragonfly – anisoptera 

Queste larve sono i più grossi insetti d’acqua ferma che interessano il pescatore e possono arrivare a una lunghezza di 5 cm, con corpi voluminosi e grossi occhi che li rendono facilmente riconoscibili.

Sebbene siano feroci carnivori, non amano molto spostarsi e quando lo fanno utilizzano un sistema di propulsione idrica che richiama quello utilizzato dai jet e che permette loro di compiere balzi in avanti di una decina di centimetri. Le trote non hanno molte possibilità di ghermirle fino al momento della schiusa, periodo in cui le ninfe si spostano sul fondo per raggiungere la riva, dove gli adulti abbandonano il loro involucro larvale. Il periodo delle schiuse, che sono numericamente poco consistenti ma assai concentrate, continua per diversi mesi (solitamente da maggio ad agosto) e anche se le ninfe non sono molto numerose, le loro notevoli dimensioni attirano l’attenzione della trota. Gli adulti alati hanno il corpo lungo e voluminoso e quattro ali brillanti che in fase di riposo sono tenute perpendicolari al corpo.

Questo stadio vitale dell’insetto non interessa in modo particolare le trote, salvo durante il periodo dell’accoppiamento quando le femmine lasciano cadere le loro uova in una zona di acqua bassa e ricca di vegetazione o intorno alle foglie di ninfea. Le grosse imitazioni di ninfa marrone scuro o d’oliva vanno molto bene durante la maggior parte del periodo caldo. Io le uso recuperandole lentamente e a piccoli strappi, facendole passare vicino al fondo per simulare il movimento migratorio  verso riva delle ninfe.

Quando ci sono in giro gli insetti adulti, invece, passo a modelli “spider” (il colore non ha importanza).

Quando le trote si dedicano agli adulti delle dragonfly non è necessario possedere imitazioni esatte.

 Notonette 

Le notonette o le corixae, abitatori tipici delle acque ferme da trote, sono insetti a forma di fagiolo che, sebbene solitamente presenti in quantità inferiore rispetto ai midge o ai crostacei, possono a volte riunirsi in grossi sciami. Dovendo, a differenza degli altri insetti acquatici, procurarsi l’ossigeno all’esterno, sono costretti a portarsi in superficie, dove raccolgono una bolla d’aria che trattengono sotto le zampe mentre si riportano sul fondo o sulle erbe sommerse.

Com’è facilmente intuibile, questo comportamento li espone molto alla voracità delle trote, soprattutto in acque relativamente basse (dai 15 ai 30 cm circa) dove un’imitazione di questi insetti molto spesso dà ottimi risultati. Si possono imitare facilmente realizzando un artificiale con un corpo in pelo oliva sporco o marrone a forma di  fagiolo con zampe costituite da fibre di piuma di coda di fagiano che escono dal corpo stesso e rivolte all’indietro.

 In cerca di crostacei 

I gamberetti (intendo nel nostro caso tutti i piccoli crostacei dotati di numerose zampette)sono invertebrati che non si tramutano in insetti alati adulti e che trascorrono tutta la vita sotto la superficie dell’ acqua, solitamente vicino o dentro la vegetazione sommersa o in zone con il fondo cosparso di detriti.

Possono essere estremamente numerosi e rappresentare, di conseguenza, una primaria fonte di cibo per le trote.

I gamberetti si riproducono più volte durante i mesi più caldi dell’anno e la loro popolazione rimane molto numerosa a partire dalla fine dell’estate e per tutti i mesi invernali. Le trote cominciano a dedicarsi attivamente ai gamberetti non appena terminano le schiuse più importanti per continuare durante i mesi autunnali, quando questi animaletti finiscono con il rappresentare una componente essenziale della dieta del pesce in previsione dell’inverno. I pesci ghermiscono i gamberetti semplicemente passando nei pressi degli erbai sommersi e delle zone di acqua bassa e appropriandosi di quelli più attivi. Mi è capitato anche di vedere delle trote che scuotevano un erbaio con un movimento violento del corpo per poi raccogliere uno per uno gli abitanti cosi sfrattati.

Per imitare la maggior parte dei gamberetti è sufficiente un semplicissimo modello in pelo, con qualche fibra estratta dalla parte inferiore del corpo. Quando questi animaletti si muovono, infatti, tengono il corpo diritto e non curvo su se stesso come quando li osserviamo nel palmo della mano o fra le maglie di un retino. Oliva-grigiastro,verde vivo, tan e marrone e ami dal 18 al 10, vanno benissimo.

Fate lavorare l’imitazione vicino ai letti di erbe e agli ostacoli del fondo,recuperandola in modo lento e irregolare. Nel periodo più caldo dell’estate fate lavorare l’esca nei punti più profondi, ma man mano che la stagione avanza e il caldo diventa meno intenso fate passare l’imitazione sempre più vicino a riva, soprattutto nelle giornate buie e nuvolose, quelle preferite dalle trote per pattugliare le zone d’acqua meno profonda.

 Lumachine 

Sono pochi i pescatori a mosca che includono queste imitazioni delle trote. Le trote raccolgono le lumachine dal fondo e dalla vegetazione , dove in certi periodi dell’anno si raccolgono numerose. Le trote si cibano delle lumachine anche quando si portano in superficie, dove restano a galleggiare nella pellicola superficiale. Più volte nell’arco dell’anno un notevole aumento di lumachine migra in superficie e si lascia trasportare dall’azione del vento. In questi casi le trote si dedicano quasi esclusivamente a questi animaletti e sono estremamente selettive.

Pescare in queste occasioni è molto difficile, ma puo dare ottimi risultati. Personalmente utilizzo un modello semplice, in pelo di cervo marrone scuro, a forma di pallina e su amo del 14 o 16. Poso l’ artificiale facendo in modo che il pesce nel suo girovagare, se lo trovi davanti. Lo lascio posare nella pellicola superficiale e, se ritengo che non sia esattamente sul percorso del pesce in attività, gli impartisco qualche leggero movimento per attirare la sua attenzione.

 Sanguisughe  

Le sanguisughe sono vermi acquatici presenti nella maggior parte delle acque ferme. Vivono sul fondo e sono soprattutto notturni, ma si possono muovere anche nelle ore diurne, in particolare se la giornata è buia e nuvolosa.  Si spostano nuotando con un movimento ondulatorio e solo alcune specie vivono in acque più profonde di 180 cm o comunque lontano da riva. Le sanguisughe possono misurare da un minimo di 2,5 cm a un massimo di 30 cm. Quando sono a riposo sono corte e piatte, ma quando nuotano diventano lunghe e sottili. A causa delle dimensioni sono molto apprezzate dalle trote, soprattutto quelle grosse. Normalmente il colore va dal marrone al grigio all’oliva, ma possono essere di altri colori , anche vivaci o screziate, macchiettate, striate.

Ci sono modelli che imitano efficacemente questi animali acquatici, ma il migliore è il più semplice, dotato di una coda in marabù e con l’amo leggermente piegato per imitare con maggior realismo il movimento ondulatorio della sanguisuga. E’ difficile che appesantisca le mie imitazioni, ma nel caso delle sanguisughe preferisco applicare qualche giro di filo di rame o di piombo vicino all’ occhiello dell’amo in modo da creare un effetto jig durante il recupero.

Le mie imitazioni sono di varie misure,ma quelle più piccole (5-10 cm) sono sicuramente le piu efficaci.

Utilizzate una coda ad affondamento totale che vi permetterà di fare lavorare l’esca vicino al fondo, dove vivono questi animaletti vermiformi. Muovete l’ esca con un recupero a strappi lunghi e lenti dando modo al marabù di “palpitare” e imitare il movimento ondulatorio del naturale. L’errore più comune quando si usano queste imitazioni, infatti, è quello di recuperare troppo velocemente. Sebbene le imitazioni di sanguisughe siano efficaci per tutto l’ arco della stagione, i migliori risultati si hanno in autunno.

 

Flavio Radaelli

 
 
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